L'Italia arriva a questo appuntamento di FIFA World Cup, Women, Qualification, UEFA, Gr. A1 con credenziali più solide. I blocchi di forma indicano sette reti segnate e soltanto due subite; la Serbia ha segnato una sola volta e ne ha incassate dieci. Questi numeri modellano la partita: l'Italia ha qualità per controllare il possesso, creare occasioni e ripartire con ordine. In casa è lecito aspettarsi un ritmo più alto dagli azzurri, con gli attaccanti pronti a finalizzare in area; il reparto difensivo ha già costruito due prestazioni senza subire gol, un elemento che aiuta nelle transizioni.
La Serbia arriva con produzione offensiva limitata e una retroguardia che fatica a reggere pressioni prolungate. È prevedibile un atteggiamento più raccolto, basato su coperture strette e tentativi su palla inattiva o ripartenze quando l'occasione si presenta. La dinamica probabile è dunque di un'Italia che cerca di sfondare sulle fasce e con inserimenti dal centrocampo, mentre la Serbia proverà a mantenere ordine e solidità. L'urgenza di punti per la qualificazione e il fattore campo aumentano la propensione italiana a una partita proattiva.
Un fattore in grado di ribaltare il copione sarebbe un gol serbo nei primi 20–25 minuti su palla inattiva: a quel punto l'Italia sarebbe costretta ad alzare i giri e la gara potrebbe aprirsi, con maggiore probabilità di un finale ricco di reti. Fuori da questa ipotesi, la previsione più semplice resta una partita dominata dagli azzurri con numerose occasioni e un esito con più gol in tabellino.